Capitolo Dodici/4 L'illuminismo tedesco.
Introduzione. Caratteri particolari dell'Illuminismo tedesco.

Come in Italia le idee dell'illuminismo interagirono con la
tradizione del nostro paese, con il risultato che il movimento
culturale acquis una sua particolarit e specificit, cos
avvenne anche nell'area culturale germanica. Qui il rispetto per
la tradizione sugger al filosofo illuminista (Aufklrer)
piuttosto un lavoro di rischiaramento (Aufklrung) della
tradizione stessa, della cultura, della coscienza, della ragione;
il tutto all'interno di  uno spirito di compromesso fra vecchio e
nuovo. In particolare la continua ricerca di una conciliazione fra
fede, dogmatica e razionalit rese l'illuminismo tedesco molto
diverso da quello francese, del quale l'anticristianesimo era una
componente fondamentale. Solo alcuni intellettuali del tardo
illuminismo sentirono l'influenza dei philosophes e ci avvenne
soprattutto per merito del "re filosofo" Federico secondo di
Prussia, il quale aveva protetto e ospitato alla corte prussiana
Voltaire, Diderot e altri importanti esponenti dell'illuminismo
francese, la cui presenza alla corte del re di Prussia si era
fatta sentire. .
L'area di lingua tedesca era contraddistinta da una straordinaria
frammentazione politica (le "trecento patrie"). Accanto ad un gran
numero di staterelli di importanza minima, vi erano due Stati di
livello europeo, la Prussia e l'Austria, che facevano da punto di
riferimento per tutti gli altri. Sul piano culturale era ancora di
regola il mecenatismo del principe e l'asservimento
dell'intellettuale alle esigenze del suo protettore, come ai tempi
di Leibniz. Infine la cultura si trasmetteva soprattutto
attraverso le universit, che erano tutte confessionali, in
prevalenza protestanti. Qui veniva insegnata la teologia
scolastica, secondo l'insegnamento di Tommaso d'Aquino in quelle
cattoliche, nella nuova versione elaborata da Lutero e dai suoi
collaboratori in quelle protestanti.
Ma quel sentimento religioso, che era stato cos prorompente ai
tempi della Riforma e che si era espresso soprattutto nelle forme
del luteranesimo (ma non bisogna dimenticare gli anabattisti e le
altre sette) non si era del tutto affievolito. Verso il 1680
inizi una reazione all'eccessivo razionalismo teologico, la quale
prese la forma di un movimento di ampio respiro: il pietismo. Esso
privilegiava gli aspetti sentimentali e fideistici della religione
e metteva in discussione la razionalizzazione della fede, lo
spazio esorbitante dato alla sua fondazione metafisica e gli
estremismi intellettualistici dell'ortodossia dogmatica luterana.
Il pietismo infine, proprio perch prendeva le distanze dalla
rigidit della dogmatica ecclesiastica e metteva al centro la
libert di coscienza del singolo individuo, favoriva la
possibilit che si aprissero spazi per culture diverse dalla
metafisica scolastica come la matematica, la medicina, la
giurisprudenza e quindi anche per l'illuminismo. .
Pietismo ed illuminismo insieme operavano per porre al centro del
dibattito culturale il rischiaramento, l'illuminazione delle
coscienze, attraverso la ragione e la fede. Questa esigenza era
sentita in varia misura nell'ambiente tedesco e favoriva poi il
collegamento del presente con il passato e quindi gli studi
storici e di filosofia della storia.
L'illuminismo tedesco suole essere diviso in tre fasi. La prima
sarebbe iniziata nel 1680, con l'affermarsi del movimento
pietistico. La seconda fase (1720-1750) venne a coincidere con una
figura di rilievo dell'illuminismo tedesco, quella di Christian
Wolff (1679-1754). Egli pose al centro del suo pensiero il metodo
fisico-matematico e cerc di utilizzarlo con spirito metodico e
sistematico, divenuto poi proverbiale. La sua filosofia era
caratterizzata dalla convinzione che la ragione umana fosse in
grado di apportare un chiarimento non solo nel mondo
dell'esperienza, ma anche nell'intera sfera ontologica, compreso
l'essere di Dio. Ponendosi sulla via indicata da Leibniz, Wolff si
impegn ad utilizzare questo metodo nuovo e moderno (quello
fisico-matematico con l'obiettivo, gi incontrato in Cartesio ed
altri, della mathesis universalis) all'interno di una continuit
filosofica e teologica con la metafisica classica, in particolare
con la dottrina tomista dell' analogia rationis e dell' analogia
entis (confronta Quaderno primo/sesto, capitolo Dieci,
Introduzione). La filosofia di Wolff volle coniugare la novit con
la continuit e trovare un nuovo equilibrio fra ragione e fede.
 Fu solo quando in un discorso pubblico Wolff os mettere Confucio
alla pari con Ges Cristo che scoppi la polemica, da cui emersero
le differenti anime dell'illuminismo e del pietismo. Mentre il
primo sottolineava le possibilit della ragione anche in campo
teologico, l'altro si rifaceva alla tradizione luterana del
pessimismo gnoseologico e della componente mistica ineliminabile
nella fede (La natura divina e la sua volont sono nascoste ed
imponderabili, confronta Quaderno secondo/I, Capitolo Uno). Wolff
fu accusato di spinozismo (tutto  razionale, quindi tutto 
determinato) e di idealismo (la potenza della ragione assorbe
completamente la realt) e la polemica arriv al punto che egli
dovette abbandonare l'universit di Halle, in cui aveva insegnato
con successo per tanti anni.
La terza fase, che va dal 1750 al 1780,  dominata dalla figura di
Federico secondo. In questo periodo prese piede un movimento,
chiamato "filosofia popolare", che si pose l'obiettivo di far
conoscere il pensiero illuminista al grande pubblico, adattandone
le idee alle esigenze di affermazione e successo della nuova
classe borghese. L'opera di divulgazione finiva per promuovere un
generico ottimismo, fondato sulla fiducia nella ragione, la quale
doveva risanare i mali, le distorsioni, le contraddizioni della
vita sociale.
In questa fase si accentu anche l'interesse per l'uomo, che da
una prima impostazione prettamente psicologica si spost poi verso
tematiche storiche, favorendo in entrambi i casi la nascita del
romanticismo.
Figura di primo piano di questo periodo e massimo esponente dei
"filosofi popolari" fu Gotfried Ephram Lessing (1729-1781), che
si interess soprattutto di filosofia della religione e di
estetica. Per quanto riguarda la questione dei miracoli, egli
distinguendo fra verit di fatto e verit di diritto, concludeva
che i miracoli, essendo verit di fatto, e quindi soggetti a
critica, non potevano stare a fondamento di verit di diritto,
come erano i dogmi delle religioni positive, compresi quelli
cristiani. Il messaggio cristiano era credibile perch nel corso
del tempo esso aveva sempre pi manifestato la sua razionalit,
anzi esso poteva essere considerato una sua traduzione storica, la
razionalit stessa resa "verit esplicita". La Rivelazione era
dunque la Ragione nel suo manifestarsi nella storia, come afferma
espressamente il titolo di un'opera di Lessing: Il cristianesimo
della Ragione. Il cristianesimo era una religione storica (egli
usa indifferentemente anche il termine positiva) come l'ebraismo e
l'islamismo. Quello che contava era la coscienza e la purezza
dell'intenzione, che "giustificavano" i credenti,
indipendentemente dalla scelta per l'una o l'altra delle religioni
positive. La religione di Cristo poteva vantare una superiorit
sulle altre nella misura in cui essa era maggiormente conforme
alla ragione, cio alla religione naturale (razionale). Partendo
dal Logos giovanneo, Lessing arrivava quindi a sostenere una tesi
tipicamente illuminista e deista.
Nell'ultima fase del suo pensiero egli sembr concludere il suo
itinerario spirituale in una religiosit di tipo panteistico (n
ka Pn), che poi fu valutata con particolare favore dai
romantici.
Lessing  famoso per un aforisma che  anche una risposta a tutti
coloro che rinfacciano alla filosofia la colpa di essere sempre
alla ricerca della verit senza mai arrivare a niente di certo, di
assoluto, di definitivo. Egli afferma: Se Dio tenesse nella sua
mano destra tutta la verit e nella sua mano sinistra il solo
tendere alla verit e la condizione di errare eternamente senza
mta, e mi dicesse "Scegli!", io mi precipiterei con umilt alla
sua sinistra e direi: Padre, ho scelto. La pura verit spetta solo
a Te.
Per l'estetica il pensiero di Lessing rimase legato agli schemi
classici, in particolare alle norme dell'estetica aristotelica,
che riteneva immutabili come i teoremi di Euclide. .
Un posto a parte merita la figura di Reimarus. Hermann Samuel
Reimarus (1694-1768) fu l'unico illuminista tedesco a professare
un deismo radicalmente anticristiano e per questo fu chiamato "il
Voltaire tedesco". Egli si trovava in sintonia con il philosophe
francese anche nel criticare il materialismo, che a suo parere
distruggeva tutti i fondamenti della morale e la possibilit
stessa di vita in societ e di speranza in un mondo migliore.
Reimarus partiva dall'esistenza di un Dio creatore del mondo per
arrivare all'impossibilit teologica dei miracoli, perch Dio non
pu e non deve mutare, n correggere ci che Egli stesso ha fatto.
Da questa premessa egli deduceva che i racconti sui miracoli
dimostravano che la Bibbia non solo era contro la religione
naturale, ma anche contro la volont di Dio e quindi doveva
considerarsi un cumulo di menzogne e racconti immorali.
Per quanto riguarda il Vecchio Testamento la posizione di Reimarus
non si discostava da quella di Voltaire. (Confronta il Capitolo
Dodici/secondo, Voltaire: la guida). Pi originale la sua
interpretazione della figura di Ges Cristo, che poi diverr
famosa. Ges non era altro che un capo politico dell'epoca. Egli
s'impegn nella lotta contro gli invasori romani, ma la sua
avventura umana e politica fin in modo tragico. A questo punto i
suoi seguaci non si rassegnarono alla realt dei fatti ed i suoi
pi stretti collaboratori, i suoi discepoli, inventarono il
miracolo della resurrezione e la sua divinizzazione,  trasformando
il loro capo politico morto nella figura del Messia. Di ci erano
testimonianza i Vangeli. L'insegnamento di Cristo rimaneva
comunque valido sul piano morale.  Reimarus concludeva che l'unica
religione vera era quella naturale, perch veramente razionale e
tutte le religioni positive dovevano essere rifiutate, compreso il
cristianesimo.
Queste sue idee furono poi poste alla base di un'analisi
particolarmente metodica e dettagliata di tutto il testo biblico,
che si dilunga per migliaia di pagine, raccolte in un titolo
Apologia degli adoratori razionali di Dio. L'opera non fu mai
pubblicata dall'autore. Alcune sue parti furono fatte conoscere al
pubblico da Lessing fra il 1774 e il 1778, con il titolo Frammenti
di un anonimo. Altre parti apparvero negli anni seguenti. Infine
l'opera fu oggetto di particolare attenzione da parte degli
Hegeliani di Sinistra dopo la morte di Hegel e uno di essi, D. F.
Strauss, ne cur un lungo riassunto per la pubblicazione. Strauss
osservava che le migliaia di pagine di Reimarus stavano ai brevi
pamphlet di Voltaire come lo spirito serioso e metodico dei
tedeschi stava a quello brillante ed ironico dei francesi (Vedi
Quaderno terzo/1, Capitolo Uno).
L'anno 1780  considerato il limite dell'illuminismo tedesco. Nel
1781, lo stesso anno della morte di Lessing, usciva un'opera
fondamentale nella storia della filosofia: la Critica della
Ragione pura di Immanuel Kant.
